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domenica 16 febbraio 2014

Come leggere le etichette alimentari

Che cosa mettiamo nel carrello della spesa? Siamo davvero sicuri che i prodotti acquistati siano i migliori per la nostra salute? L'unico strumento che tutti noi abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto, è quello di saper leggere un'etichetta, il cui scopo è quello di informare e tutelare l'acquirente. In realtà, alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative. Dal 1982, per legge, l'etichetta deve riportare l'elenco degli ingredienti con il nome specifico leggibile. Il governo ha poi emanato il decreto legge 109 del 27/01/1992, secondo il quale devono essere riportate altre indicazioni oltre all'elenco degli ingredienti, come la data di scadenza.

  • Gli ingredienti sono indicati in ordine decrescente di quantità. Questo significa che il primo ingrediente dell'elenco è in quantità superiori rispetto al secondo e che il secondo è più abbondante del terzo e così via. Pertanto, controllando l'ordine degli ingredienti di due prodotti simili, possiamo farci un'idea su quale dei due sia qualitativamente migliore. Se, per esempio, nell'etichetta alimentare di due tipi di biscotti, l'ordine tra olio extravergine di oliva e margarina è invertito, è sempre meglio scegliere quel prodotto in cui l'extravergine di oliva compare per primo.
  • Generalmente un prodotto di qualità è valorizzato elencando le sue proprietà nutrizionali e pubblicizzando la natura e l'origine dei suoi ingredienti. Per esempio la dicitura "olio extravergine di oliva di prima spremitura", anziché "olio di oliva" è un'informazione che valorizza il prodotto, perché specifica una caratteristica ben precisa e qualitativamente rilevante di un suo ingrediente. Naturalmente, il produttore è obbligato, per legge, a rispettare la veridicità delle informazioni riportate in etichetta, per cui il termine "extravergine di prima spremitura" deve essere necessariamente veritiero. Altrimenti si incorre in pesanti sanzioni anche penali.
  • Non fate troppo affidamento all'immagine che viene riportata sulla confezione. L'immagine è sempre illustrativa e ha il solo scopo di richiamare l'attenzione del consumatore. Non è necessariamente legata all'aspetto reale del prodotto. Infatti, spesso, si rimane delusi non appena si scarta la confezione. Un occhio di riguardo va dato invece all'integrità della confezione, accertandosi che non presenti rigonfiamenti.
  • Attenzione agli slogan del tipo "senza zucchero aggiunto". Questa indicazione non costituisce un via libera: se nell'etichetta troviamo riportate le diciture "lattosio", "miele", "sciroppo di glucosio", "sciroppo concentrato di uva", "sciroppo di fruttosio", "maltosio", "amido di mais", "sciroppo di vegetali", vuol dire che c'è profumo di truffa. Significa che l'alimento contiene indirettamente dello zucchero e quindi fornisce calorie al pari del saccarosio.
  • Gli additivi sono compresi nella lista degli ingredienti e, di solito, appaiono per ultimi. Li troviamo sempre indicati con una "E" e un numero a seguire, a eccezione degli aromi che possono essere riportati con il loro nome esteso senza "E". Presenti nella maggior parte degli alimenti, gli additivi sono utilizzati per prolungare il tempo di conservazione (conservanti), migliorare il sapore (correttori d'acidità e esaltatori di sapidità) o l'aspetto (coloranti e antiossidanti). É davvero molto difficile esprimere un giudizio unico e assoluto in merito a queste sostanze: non è possibile, infatti, affermare che gli additivi alimentari siano innoqui, ma non bisognerebbe nemmeno condannarli ingiustamente. Possiamo dire che è "la dose che fa il veleno": basta non superare i limiti imposti dalla legge. Tendenzialmente i coloranti servono a poco, a differenza di altri additivi, estremamente utili, perché prolungano la shelf life del prodotto, cioè "la vita del prodotto sullo scaffale". Un esempio è dato dai nitrati (E249, E250) e nitriti (E251, E252), conservanti utilizzati in salumi, insaccati e carni lavorate che impediscono lo sviluppo del clostridium botulinum, il batterio che produce una tossina (quella botulinica) che può causare anche la morte. I nitrati, in piccole dosi, non sono pericolosi. In linea generale, però, minore è l'utilizzo degli additivi, più naturale e preferibile è il prodotto. Anche perché queste sostanze, molte volte, sono usate per compensare la scarsa qualità delle materie prime che lo compongono.
  • Preferite sempre i prodotti che hanno riportata sul retro la tabella dei valori nutrizionali. Al momento, questa indicazione non è ancora obbligatoria, ma ormai appare in quasi tutti i prodotti e fornisce in maniera dettagliata l'apporto energetico (kcal, ovvero le chilocalorie) e le percentuali di grassi, acidi grassi saturi e insaturi, carboidrati, proteine, "zuccheri semplici", fibre e sodio (oppure sale) riferiti a 100 grammi o 100 millilitri di prodotto. Spesso sono riportati anche i valori riferiti a una porzione. Non focalizzatevi solo sulle calorie, ma anche sulla composizione: un prodotto può fornire meno energia di un altro, ma contenere, ad esempio, molti più grassi.
  • Cosa significano le indicazioni di denominazioni d'origine riconosciute dall'Unione Europea? Sono diverse, come Dop (Denominazione d'origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionale garantita) e rappresentano certamente una garanzia di qualità di ciò che intendiamo acquistare, assicurandoci che l'alimento proviene da una specifica zona e che è stato prodotto secondo un determinato disciplinare. Anche i prodotti biologici rientrano tra le denominazioni tutelate: al supermercato cerchiamo quindi quelli che riportano la dicitura "da agricoltura biologica".
  • Il termine o la data di scadenza è una delle informazioni che vanno lette con maggior scrupolo. É stato provato che tendiamo sempre a scegliere prodotti con tempi di scadenza più lunghi possibile. E spesso non è la scelta giusta: i prodotti con tempi di scadenza più stretti indicano un minor contenuto di conservanti e sono quindi da preferire. Sembrerà strano, ma l'indicazione della data non è obbligatoria per i prodotti dell'orto freschi, aceto, vino, superalcolici, sale e zucchero. 
  • Preferire sempre i prodotti di provenienza italiana, garanzia di qualità.

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